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Il corso è volto ad illustrare le tecniche e gli stili della miniatura medievale.

In accordo con le prescrizioni del manuale trecentesco noto come De arte illuminandi  e di altri celebri ricettari (Teofilo, Mappae clavicula ecc….), saranno eseguiti dai corsisti tutti i passaggi necessari alla realizzazione di una miniatura su pergamena.

Al fine di ripercorrere l’intero iter della decorazione libraria, così come veniva svolta all’interno delle botteghe degli antichi cartolai-miniatori, il corso si strutturerà nelle seguenti fasi:

1)    Disegno dei modelli con punta di piombo su pergamena animale

2)    Ripasso del disegno con inchiostro ferro-gallico

3)    Stesura dei pigmenti minerali che costituiscono la base della miniatura

4)    Ombreggiatura della “base” con succhi vegetali

5)    Stesura delle lumeggiature con colori minerali artificiali

La miniatura medievale è infatti caratterizzata dalla cosiddetta tecnica dei tre strati. Il primo di essi, detta “base” è quasi sempre costituito da una pigmento minerale di origine naturale o da una lacca, la sua caratteristica è l’opacità e l’alto potere coprente. Successivamente il miniatore stendeva sulla base dei succhi estratti da vegetali, i quali coloravano lo strato sottostante di tinte acquose e trasparenti in corrispondenza delle ombre. L’ultima mano di pigmento, di solito un minerale di sintesi derivato dal piombo, veniva stesa dove si intendeva rilevare i punti in luce.