Francesco Mori,  pittore, incisore, calligrafo e miniatore, inizia precocemente  il suo percorso artistico come autodidatta. Negli anni universitari (si è laureato nel 2001 in Storia dell’arte medievale all’Università di Siena, conseguendo nel 2005 il dottorato di ricerca nella stessa materia sotto la guida del Prof. Luciano Bellosi) sente l’esigenza di affidarsi alla guida di alcuni “maestri”, da frequentare “a bottega”, in un rapporto personale e diretto. L’ammirazione per la magistrale lezione di Pietro Annigoni (1910-1988), lo spinge ad andare a ricercare i suoi allievi e i suoi frequentatori, sotto la cui guida perfeziona la conoscenza delle tecniche pittoriche e del disegno. Seguendo un’antica passione, ha anche condotto una ricerca sulle tecniche, i materiali e gli stili della miniatura medievale. La frequentazione personale di maestri calligrafi italiani ed europei,  quali Anna Ronchi, Klaus Peter Schäffel e Ivano Ziggiotti, gli hanno permesso di approfondire le questioni stilistiche e tecniche che ruotano attorno alla realizzazione del manoscritto miniato e alla produzione artigianale dei pigmenti tradizionali.

Francesco Mori, da circa sette anni è impegnato come docente in numerosi corsi in Toscana e Liguria (storia dell’arte, disegno, pittura).

 Nel 2006 ha ricevuto il singolare incarico di dipingere una riproduzione della celebre vetrata realizzata da Duccio di Buoninsegna per l’oculo absidale della cattedrale di Siena nel 1288; copia che ha sostituito l’originale ora musealizzato (Siena, museo dell’Opera). In quest’impresa si sono coniugate le competenze dello storico dell’arte e dell’artista, per dar vita ad un’opera che necessitava, oltre che di una perfetta imitazione dello stile del maestro senese, anche della riproduzione delle lacune e delle alterazioni presenti sulla vetrata antica.

Nel luglio del 2007 Vittorio Sgarbi, per conto della commissione incaricata della ricostruzione del duomo di Noto (SR),  ha designato Francesco Mori per la realizzazione delle vetrate della cattedrale. L’impresa comprende la raffigurazione dei  Sette sacramenti  e La parola di Dio nella cupola e una serie di figure di santi e di simboli sacri nella navata e nel transetto.

Nel marzo del 2015 vince il concorso per la pittura del drappellone del palio di Siena del 2 luglio.